Rappresentanza processuale dell’amministratore condominiale

Rappresentanza processuale dell’amministratore condominiale
La rappresentanza processuale dell'amministratore del condominio dal lato passivo, ai sensi del comma 2 dell'art. 1131 c.c., non incontra limiti quando le domande proposte contro il condominio medesimo riguardano le parti comuni dell'edificio. (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio enunciato, ha confermato la sentenza di merito, la quale aveva ritenuto ben instaurata nei confronti del condominio l'azione tendente ad ottenere la consegna della chiave del cancello d'accesso alla scala dell'edificio, che l'attore presupponeva anche ad esso comune e, come tale, illegittimamente sottratta al suo godimento).
Cass. 29 ottobre 1994, n. 8946

Il condominio, contro il quale è prodotta una scrittura privata sottoscritta da un suo precedente amministratore nella vigenza del suo incarico, ha l'onere, se vuole sottrarsi alla presunzione di cui all'art. 2702 c.c., di disconoscere la sottoscrizione della scrittura medesima, perché la cessazione del rapporto di rappresentanza per sostituzione dell'amministratore non esclude la riferibilità, al condominio, degli atti validamente compiuti dal precedente amministratore.
Cass. 21 giugno 1994, n. 5956

La rappresentanza processuale dell'amministratore del condominio non incontra, dal lato passivo, limite alcuno nelle controversie riguardanti cose o parti comuni, in ordine alle quali l'amministratore può, quindi, anche proporre impugnazioni, compreso il ricorso per cassazione, senza autorizzazione dell'assemblea.
Cass. Civ., 08 luglio 1995, n. 7544

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