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APRIRE UN'ATTIVITA' NEL SETTORE: DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI TESSERE TELEFONICHE

DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI TESSERE TELEFONICHE Normativa Il Ministero Attività Produttive con circolare protocollo n. 1639 del 14.02.2006 ha comunicato “E’ stato segnalato alla scrivente un problema applicativo inerente l’avvio dell’attività di vendita di tessere telefoniche tramite distributore automatico. Alcune Camere di Commercio richiedono la presentazione della comunicazione avvenuta mediante l’utilizzo del modello COM5 al Comune competente per territorio ritenendo detta attività ricadente  sotto il disposto dell’art. 17 del D. Lgs. 31 marzo 1998 n. 114. Altre Camere, invece non richiedono la presentazione della predetta comunicazione, in linea con quanto sostenuto dalla scrivente (D.G.C.A.S. – Uff. D2) con nota n. 557562 del 18 ottobre 2005. Nella citata nota la scrivente ha precisato, in assenza di un quadro normativo autonomo in materia di distribuzione e commercializzazione di schede telefoniche, la necessità di fare riferimento alla specificità dei rapporti tra il soggetto che le emette e quello che le distribuisce ai fini dell’applicabilità o meno delle disposizioni che concernono l’attività commerciale.  A tal fine ha evidenziato che le tessere, da un punto di vista giuridico, consentono di identificare nel possessore l’avente diritto alla prestazione contenuta e precisata nella scheda medesima, alla stessa stregua di una incorporazione del diritto alla prestazione, avendo la funzione di agevolare la fruizione del servizio e quindi con natura intrinseca certamente diversa dal quella del prodotto-merce. Di conseguenza la scrivente non ha ritenuto che le tessere prepagate possano considerarsi un prodotto merce in senso proprio e quindi assoggettato alla disciplina commerciale. Quanto sopra, considerato che, ai sensi dell’articolo 4 del predetto decreto n. 114, l’attività di vendita al dettaglio consiste nell’”.(…) attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale”. Ciò significa che solo se il dettagliante acquisti in nome proprio e per conto proprio le schede per poi  rivenderle, potrebbe detta attività ricomprendersi fra quelle commerciali, in conformità all’art. 4, comma 1, lettera b). Diversamente, ove il distributore dettagliante percepisca una percentuale, un aggio od un qualunque tipo di corrispettivo in proporzione al valore o alla quantità di schede dallo stesso distributore alla propria clientela, detta attività non può essere ricondotta a quella di commercio. Quanto sopra al fine di richiamare l’attenzione di codeste Camere sulla necessità di garantire una corretta ed omogenea applicazione della discipline sul territorio nazionale.”

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