ESEMPIO DI COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA (CAUSA DI SEPARAZIONE)

ESEMPIO DI COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA (CAUSA DI SEPARAZIONE)

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ESEMPIO DI COMPARSA DI COSTTUZIONE E RISPOSTA
Contro il ricorso per modifica

TRIBUNALE DI ROMA
Comparsa di costituzione e risposta del resistente

Il dott. Bruno Rossi, rappresentato e difeso in giudizio dall’avvocato Adolfo Leoni, permesso che con ricorso notificato, la signora Bianca Bianchi, coniuge separato, ha chiesto la modifica delle condizioni della separazione, adducendo che la sua posizione economica si era deteriorata, a causa di una malattia che l’aveva costretta a chiedere la riduzione dell’orario di lavoro, con conseguente decurtazione dello stipendio;
la posizione economica del Rossi aveva realizzato un incremento, per la sua promozione a primario dell’Ospedale;
il Rossi si era disinteressato alla cura delle figlie, mancando gravemente ai propri doveri e a quanto stabilito dal tribunale nella sentenza di separazione;
il Rossi aveva omesso di corrispondere puntualmente gli assegni posti a suo carico.
Su tali premesse la Bianchi ha chiesto un aumento degli assegni nonché la condanna del Rossi al risarcimento del danno morale subito dalle figlie, per il proprio disinteresse nei loro confronti, nonché il risarcimento del danno patrimoniale subito dalla ricorrente stessa che aveva dovuto ricorrere a prestiti.
In via preliminare
Si eccepisce la mancanza di legittimazione processuale della ricorrente, per quanto attiene alla richiesta di risarcimento del danno per conto delle figlie minori: Ai sensi dell’articolo 320 del c.c. l’azione avrebbe dovuto esercitarsi su autorizzazione del giudice tutelare, in quanto atto di straordinaria amministrazione.
Nel merito si deduce che
il deterioramento della posizione economica della Bianchi è frutto di una sua scelta volontaria;
la malattia lamentata dalla stessa era preesistente alla separazione ed allo stesso matrimonio;
la stessa malattia rende la Bianchi incapace di provvedere alla cura ed alla educazione delle figlie;
l’incremento stipendiale del Rossi, che non ha mai esercitato la professione privata, è stato di soli 1000,00 Euro mensili, ampiamente compensato dall’affitto dell’alloggio dove è andato ad abitare in seguito alla separazione;
il Rossi si è preso cura delle figlie nei limiti in cui la Bianchi lo ha permesso, avendo la stessa sempre voluto gestire i rapporti padre figlie, cercando di limitarli al massimo ed escludendo il padre da qualunque scelta anche importante, sulla scuola, sul medico di famiglia e sulle attività ricreative e di istruzione;
la Bianchi ha impedito qualsiasi rapporto tra le figlie e i nonni materni;
Il Rossi ha ritardato il pagamento degli assegni come reazione al mancato accoglimento delle sue richieste di frequentare le figlie;
ritenuto che La legge n. 54 del 2006, ha stabilito che i figli debbano essere affidati congiuntamente ad entrambi i genitori;
che la stessa legge prevede che l’esercizio della potestà genitoriale è congiunto;
che il Rossi può chiedere (articolo 4 secondo comma) che le condizioni della separazione siano riviste ed adeguate ai nuovi principi;
che nel determinare l’assegno di mantenimento per la ricorrente (e quello per le figlie), deve comunque tenersi conto della valenza economica del godimento gratuito della casa familiare, di esclusiva proprietà del Rossi, assegnata alla Bianchi;
che nel determinare gli assegni per il mantenimento dei figli minori deve tenersi conto dei tempi di permanenza dei figli presso ciascun genitore;
si richiede che
Mara e Carolina siano affidate congiuntamente ad entrambi i genitori, con esercizio congiunto della potestà genitoriale;
Le stesse figlie siano collocate con residenza presso il padre;
L’assegnazione della casa familiare dovrà di conseguenza essere data al padre che ne è il proprietario;
Siano fissati tempi di permanenza delle figlie presso ciascun genitore;
Sia determinato in € 500,00, l’assegno di mantenimento dovuto dal Rossi alla Bianchi;
Sia determinata la misura del contributo della Bianchi al mantenimento dei figli, tenuto conto dei tempi di permanenza presso il padre nonché la percentuale a carico della stessa per le spese straordinarie impiegate per le figlie;
In via istruttoria si chiede
Espletamento di una consulenza tecnica sulle condizioni della Bianchi e sulla sua idoneità all’affidamento delle figlie;
Prova per testi sulle circostanza “vero che il dott. Rossi si è preso cura delle figlie nei limiti in cui la Bianchi lo ha permesso, avendo la stessa sempre voluto gestire i rapporti padre figlie, cercando di limitarli al massimo ed escludendo il padre da qualunque scelta anche importante, sulla scuola, sul medico di famiglia e sulle attività ricreative e di istruzione”
“vero che la Bianchi ha impedito qualsiasi rapporto tra le figlie e i nonni paterni”
Produce in comunicazione
Modello 740
CUD dell’anno precedente;
Buste paga da gennaio ad oggi;

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