ESEMPIO DI RICORSO PER LA MODIFICA DELLE CONDIZIONI DELLA SEPARAZIONE

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TRIBUNALE DI ROMA
Ricorso per la modifica delle condizioni conseguenti alla separazione ex articoli 709 ter e 710 del c. p.c. e articolo 4 comma 1 della legge 54 del 2006
(del padre nei confronti della madre inadempiente)

Il dott. Bruno Rossi, in proprio e quale esercente la potestà genitoriale per conto del figlio minore Mario rappresentato e difeso in giudizio dall’avvocato Adolfo Leoni, premesso che nel 1985 ha contratto matrimonio con Bianca Bianchi;
dal matrimonio sono nati due figli di cui uno, Mario, ancora minore e l’altro, Giuseppe oggi maggiorenne;
che nel 1988 tra le parti è stata pronunciata la separazione (o il divorzio) con provvedimento definitivo;
che le decisioni sancivano l’obbligo per il Rossi di corrispondere un assegno di € 1500, 00 per il mantenimento della moglie e un assegno di € 2000,00 per il contributo al mantenimento di figli;
che il provvedimento era giustificato dalla circostanza che la Bianchi percepiva un reddito di € 1500,00 mensili, mentre il dott. Rossi godeva di un reddito di € 6000,00 mensili;
che la decisione affidava le figlie alla madre con diritti di visita per il padre limitati a due fine settimana mensili, ed alla consueta ripartizione delle vacanze natalizie e pasquali;
che la casa coniugale di proprietà di entrambi in regime di comunione, è stata assegnata alla Bianchi;
che la Bianchi in tutto il periodo trascorso dalla separazione ad oggi si è resa gravemente inadempiente alle condizioni stabilite nella separazione impedendo al Rossi di esercitare il diritto di visita stabilito nella separazione, permettendo al padre di vedere i figli solo per un fine settimana al mese anziché per due e rifiutando di far godere al padre i quindici giorni di ferie stabiliti insieme alla prole;
ritenuto che l’articolo 4 comma 1 della legge 54 del 2006, consente ai genitori separati di modificare le condizioni della separazione secondo le regole di cui al nuovo articolo 155 del c.c.
che tale disposizione prevede l’affidamento congiunto, con esercizio congiunto della potestà genitoriale e la fissazione di tempi certi di permanenza presso ciascun genitore;
che le stesse disposizioni prevedono che il contributo al mantenimento dei figli debba tenere conto, tra l’altro, dei tempi di permanenza presso il genitore obbligato, nonché del valore economico della assegnazione della casa familiare in comproprietà;
che le stesse disposizioni prevedono che l’assegno per il contributo al mantenimento dei figli maggiorenni sia corrisposto direttamente all’avente diritto;
chiede
che il tribunale voglia disporre che il figlio minore sia affidato congiuntamente ad entrambi i genitori, con esercizio congiunto della potestà genitoriale;
che siano fissati tempi certi di permanenza del figlio presso il padre, per almeno tre giorni alla settimana;
che il contributo per il mantenimento del figlio minore sia ridotto nella misura di 500,00 Euro mensili;
che l’assegno di mantenimento della Bianchi sia ridotto alla misura di 1000,00 Euro mensili;
che l’assegno di mantenimento per il figlio maggiorenne, di competenza del ricorrente, sia fissato in Euro 800,00, con facoltà per il Rossi di corrispondere direttamente l’assegno al figlio anziché alla madre;
che la Bianchi sia condannata a risarcire al figlio minore il danno morale derivante dai disagi prodotti dalla illecita riduzione dei tempi di visita, in Euro 5000,00;
si produce
sentenza di separazione, divenuta definitiva;
si chiede
che vengano ascoltati i figli del ricorrente, sulle circostanze sopra indicate;
che venga sentita la Bianchi, in interrogatorio formale, sulla circostanza: vero che non ho consentito al padre di vedere e tenere i figli per più di un solo fine settimana al mese e che non ho consentito agli stessi di trascorrere con il padre quindici giorni consecutivi durante le ferie estive;
che sulla stessa circostanza vengano sentiti come tesi Carmelo Bruni e Giovanna Righi, genitori del ricorrente

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